Gli amuleti del mistero

I thai hanno una vera passione per gli amuleti, che vengono confezionati in ogni foggia e portati appesi al collo.

Superstizione? Non esattamente: nel mondo magico dei Jatukan c’è molto, molto di più. In ogni città e paesino tailandese vedrete persone che indossano elaborati pendenti: simboli religiosi incorniciati in medaglioni di vetro e metallo. Alcuni ne portano 5, 6 e anche di più.

Ci sono intere aree dei mercati che vendono questi misteriosi oggetti e milioni di thai che li comprano sperando di garantirsi miglior fortuna in amore, negli affari, nelle relazioni interpersonali. Rimpolpando così un mercato che negli ultimi due anni ha raggiunto gli 1.7 miliardi di baht.Cosa si vede in un Jatukam Ramathep (questo il nome thai dei medaglioni sacri)? Al centro, un uomo vestito con abiti regali siede in posizione meditativa, mentre sull’altra faccia della medaglia ci possono essere un sole, una luna o i 12 segni zodiacali.
Secondo alcuni, Jatukam Ramathep è una persona, forse il re Chandrabhanu, che governò gran parte del sud est asiatico durante l’antico regno Srivijaya. Per altri l’individuo sull’amuleto è addirittura il Buddha o una divinità indù. Per altri ancora si tratta di due fratelli che vissero in questa parte del mondo centinaia di anni fa. In ogni caso, che siano la fede, il mito o la superstizione ad accendere la passione dei compratori, il mercato di questi ‘ciondoloni’ è controllato dal Buddhist’s Ecclasiastical Council della Thailandia e consente ai templi di incassare milioni di dollari esentasse. Dai templi provengono i materiali (incenso, polveri tratte da mattoni utilizzati nella costruzione degli stupa) utilizzati per la loro realizzazione e molti vengono creati sotto la benedizione del Wat Phra Mahathat Woramahawiharn, il tempio del Supremo Patriarca che si trova al nord, nella città di Nakhon Si Thammarat. Il supremo Patriarca della Thailandia ha però annunciato che da aprile smetterà di fornire materiali per la preparazione dei Jatukam, senza specificare la ragione di questo stacco.

Forse il boom ha scatenato reazioni un po’ eccessive? Quando i prezzi di questi gingilli recentemente sono volati in alto, non solo i commercianti sono accorsi a frotte per installare le loro bancarelle attorno al tempio, ma la folla ha travolto una donna che è morta, mentre scompigli e scontri sono scoppiati tra le migliaia di persone che accorrevano alla scuola di Nakhon Si Thammarat per comprare gli amuleti.

Cosa li rende così irresistibili? “Grazie a loro tutto è migliorato” spiega uno dei tanti thai collezionisti di Jatukan “Neanche prima stavo male, ma se confronto la mia vita di adesso con quella di allora non c’è paragone! Le finanze vanno finalmente alla grande e la mia famiglia pure!” Per un amuleto, quindi, si può anche spendere una fortuna. Ma i venditori ne hanno per tutte le tasche, dai 700 al 2500 baht l’uno. Il primo, realizzato a Nakhon Si Thammarat nel 1987, fu venduto per 50 baht: oggi ne vale 955.000.

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