Andare per Mercatini

di Raffaele Meucci per TRAVELLER Condé Nast

L’amore per lo shopping, che sia in un ultramoderno centro commerciale o nel più classico dei mercatini, in Thailandia è una vera mania nazionale.

Un’abitudine che contagia facilmente il turista, che si ritrova carico di borse e borsoni, chiedendosi immancabilmente se ha fatto affari o se, anche questa volta, è stato turlupinato.

In realtà, in questo paradiso degli acquisti, basta sapere cosa cercare e, in caso di mercatini, contrattare il giusto prezzo.
Per chi arriva a Bangkok durante il weekend, da non perdere è il mercato di Chatuchak (sabato e domenica dalle 07.00 alle 18.00), il più frequentato dai locali in cerca di vestiti o oggetti di arredamento a buon mercato. È facilmente raggiungibile con lo skytrain, la fermata è Mo Chit. Enorme e tra i più estesi mercati del mondo, è diviso in 27 sezioni e mette a dura prova i piedi di qualsiasi maratoneta dello shopping nostrano. Fortunatamente offre anche simpatici bar e ristorantini per spuntini e soste ristoratrici. Vi si trova veramente di tutto - una volta era famoso per il commercio illegale di animali selvatici - ma se siete in cerca di souvenir e oggetti di artigianato conviene dirigersi direttamente ai settori 22 fino al 26.
Il mercatino, in questo caso notturno, più conosciuto dai turisti di Bangkok è invece Patpong. Lungo il Soi Patpong 1 prosperano, oltre ai soliti locali a luci rosse con spettacoli osé di ogni risma, le bancarelle dei falsi: orologi, borse, stilografiche, T-shirt e via dicendo. Una vera tristezza, uno squallore pari al contorno che però ha sempre molti estimatori tra i forestieri.
Molto più interessante il Suan-Lum night bazar nei pressi del parco Lumphini. Anche qui ci si immerge con i locali tra bancarelle e musica dal vivo.
Per gli amanti dei fiori, invece, Pak Klong Talad, dalle prime ore del mattino offre moltitudini di colori e ghirlande. Un vero spettacolo che dura fino a tarda notte.
Ma ogni città che si rispetti ha un mercatino notturno. Specialmente le località turistiche.
In questo caso, ovviamente, i fruitori sono i turisti e qui l’arte del mercanteggiamento deve essere affinata.
Così, a Phuket si comprano magliette, cappelli, sete, cd, scarpe e falsi di ogni genere per le strade di Patong, mentre a Chiang Rai si cercano manufatti delle tribù di montagna, come gioielli Lahu, copricapi Akha, argenti Lisu o essenze al Night Bazar.
Lo stesso vale per l’omonimo mercato di Chiang Mai dove prosperano gli oggetti di artigianato. Qui siamo nella zona di maggior produzione di lacche, ombrelli di carta, ceramiche celadon, mobili in teak, sete, gioielli, con prezzi vantaggiosi e qualità eccellente. L’importante è non farsi prendere dalla frenesia e contrattate.
Di pezzi unici, in questi mercati ce ne sono purtroppo molto pochi e, se la qualità è buona, la quantità è abbondante. Chiang Mai, in questi anni, è diventata la capitale dell’artigianato thai, acquisendo alcuni tratti decisamente industriali.
Per farsene un’idea - oltre a ottimi acquisti - basta prendere la strada di Sankampaeng, un susseguirsi di imprese artigiane tra cui merita una sosta il Siam Celadon, specializzato nell’omonima ceramica dalle tonalità azzurro-verdi. Da vedere anche il villaggio di Bo Sang, dove abili artigiani costruiscono ombrelli di seta o in carta oleata; la fabbrica Laitong specializzata in oggetti laccati, nero e oro, e non ultimo lo showroom di Shinawatra, dove ammirare e acquistare stupendi vestiti e camicie in seta. Se udendo questo nome il vostro autista sorriderà, non meravigliatevi: state andando a visitare la fabbrica del Berlusconi locale, l’ex (ed esiliato) Primo Ministro thailandese.

1 commento:

Francesca ha detto...

che bello il tuo blog papi