
di Raffaele Meucci per TRAVELLER Condé Nast
All’alba, la vista dal Wat Phra That Doi Suthep è incantevole: la vallata di Chiang Mai ha i colori freschi delle montagne che incorniciano il corso del fiume Ping.
Per gli allievi dei corsi di meditazione è un panorama celestiale che incornicia il momento della prima colazione. Infatti sono già tutti in piedi dalle 4 del mattino e hanno già meditato a lungo. La vita qui, come nella totalità dei monasteri, è veramente monacale.
Ascetica e priva di distrazioni.
Ci si sveglia prima dell’alba, si mangia solo due volte al giorno – dopo la colazione e il pranzo delle 11.00 non si può più toccare cibo – e alle 22.00 tutti a letto.
Non sono ammessi libri, giornali, radio, cd né televisione. Non si può parlare se non con il proprio tutor durante il colloquio pomeridiano e non è permesso scrivere o praticare qualsiasi altra tecnica che potrebbe distogliere dalla meditazione.
Messo giù così sembra quasi un periodo di leva militare, ma poi, visto la bontà d’animo di questi monaci, che rifuggono ogni vizio (ovvio che non si possa fumare o bere alcolici) e forma di violenza (il monastero è pieno di simpatici cani e gatti e alquanto noiose mosche e zanzare che non vengono né uccise né cacciate) il tutto è meno traumatico di quello che potrebbe sembrare.
Qui a Doi Suthep il monaco incaricato ai corsi di meditazione, Buddhasak, è sorridente e radioso come il suo nome. È un insegnante universitario, parla inglese ed è permissivo con i neofiti: è ammesso parlare con gli altri, almeno nei casi di necessità. È lui che li inquadra nella meditazione Vipassana, che significa “veder chiaro, in profondità”, e che pone l’accento sull’osservazione delle sensazioni fisiche, a partire dal proprio respiro. S
i inizia con sessioni di 15 minuti, prima camminando e poi seduti, e piano piano si aumentano, a seconda dei propri progressi e dei consigli del tutor. La questione del cibo, del sonno, degli insetti ronzanti, tutto si supera velocemente.
Oltre a Buddhasak ci sono due suore che parlano perfettamente inglese e che si occupano del cibo degli allievi (rigorosamente vegetariano) e dei dhamma talk, le lezioni pomeridiane sugli insegnamenti del Buddha. Quello del Doi Suthep è un vero piccolo paradiso in cima alla montagna dove dimenticare il resto del mondo.
Certo, le camere sono spoglie di tutto se non di materasso e lenzuola, i bagni camerateschi (uomini e donne hanno dormitori rigorosamente separati) e non serve null’altro che un paio di vesti bianche, spazzolino, sapone e asciugamano e – importantissimo – la sveglia timer che scandisce le meditazioni. Il corso base, Foundation, sarebbe di 21 giorni e l’Advanced di 10, ma si può venire anche per un paio di notti soltanto. Si è liberi sia nel decidere quanto tempo restare sia nelle donazioni da lasciare al tempio. L’importante è avvisare almeno una settimana prima dell’arrivo.
Per i corsi al Doi Suthep: International Buddhism Center (Wat Doi Suthep, A. Muang, Chiang Mai tel. 05-3295012
http://www.fivethousandyears.org/)
Per informazioni generali in tutta la Thailandia: World Fellowship of Buddhists (Benjasiri Park, 616 Soi 24, Sukhumvit, Bangkok tel. 02-6611284
http://www.wfb-hq.org/ )